Illustrazione di un report di analisi sito con smartphone, lucchetto SSL e grafici in blu e ciano
Sviluppo software personalizzati e gestione sistemi / Sistemistica in provincia di Padova e limitrofe - SBR Software di Barollo Simone

Barollo Simone

Sviluppatore Software e Sistemista.

SEO Radar Italia 6.2.0: controlli reali su mobile, SSL, sitemap e crawler AI

Indice dei dell'articolo

Il 19 ottobre 2026 è uscita la versione 6.2.0 di SEO Radar Italia, lo strumento di analisi dei siti che seguiamo da vicino. Il changelog ufficiale la descrive così: più controlli reali nel report, misurati «da un browser vero» e con verifiche fatte direttamente sul sito. Non arrivano nuove schede: l’analisi resta su una sola pagina, ma le card esistenti diventano più precise. In questo articolo vediamo cosa cambia, quali numeri del punteggio possono muoversi e come usare le novità nel lavoro di tutti i giorni.

Il principio della versione: il punteggio cambia solo con esiti certi

La scelta di fondo è dichiarata all’inizio delle note di rilascio: il punteggio si muove solo quando l’esito è tecnicamente certo, mentre tutto il resto è diagnostico e viene segnalato come tale in ogni blocco. È un dettaglio che conta più di quanto sembri. Molti strumenti di analisi tolgono punti per qualsiasi anomalia, anche quando la causa non è chiara, e così spingono a correggere cose che non sono rotte. Qui invece la differenza tra «problema» e «informazione da guardare» è esplicita.

Usabilità mobile misurata davvero

La card Responsive & Mobile, in Modalità Completa, apre la pagina a 412 pixel di larghezza con un browser reale e controlla tre cose: se compare lo scroll orizzontale, quanti pulsanti e link sono più piccoli di 24×24 pixel e quanto testo è sotto i 12 pixel. La soglia dei 24 pixel non è inventata: è quella del criterio 2.5.8 Target Size (Minimum) delle WCAG 2.2, livello AA, con le eccezioni previste per i link dentro le frasi e per i target ben distanziati.

Sul punteggio pesano solo due esiti: lo scroll orizzontale reale vale −1,5 e la presenza di almeno 5 target troppo piccoli vale −0,5. Il testo piccolo resta informativo. Secondo il changelog, l’usabilità misurata entra ora anche nel punteggio mobile del totale, con lo stesso numero nella card principale e in quella dedicata.

Velocità: peso della pagina, risorse bloccanti ed errori JavaScript

La card Velocità Pagina mostra ora i byte trasferiti, il numero di richieste, la ripartizione per tipo (JavaScript, CSS, immagini, font) e le risorse che bloccano il primo rendering, a partire dalle più pesanti. Il changelog precisa che non ci sono soglie inventate sul peso totale: sono misure diagnostiche.

C’è poi un blocco nuovo con gli errori JavaScript che compaiono in console durante il caricamento. Serve a capire se qualcosa si rompe per chi visita il sito, anche quando a occhio la pagina sembra caricarsi bene. Nella card Core Web Vitals arriva anche la diagnosi dell’LCP (quale elemento, se è caricato in modo differito, quale fase dura di più) e lo stato della cache degli asset, letti dai dati Lighthouse di Google PageSpeed quando sono disponibili.

Sicurezza: certificato SSL, header e tracciamenti

Per un’azienda che si occupa anche di sicurezza, come la nostra, questa è la parte più interessante. Il certificato SSL viene letto direttamente dal server: emittente, validità, giorni alla scadenza e coerenza con il dominio. Il punteggio scende solo se il certificato è scaduto, non ancora valido o intestato a un altro dominio; una catena non verificabile dal server di analisi è solo un’informazione.

Si aggiungono gli header di sicurezza facoltativi (Referrer-Policy, Permissions-Policy, X-Frame-Options) e l’elenco degli strumenti di tracciamento riconosciuti con certezza nell’HTML, come Google Analytics, Tag Manager, Meta Pixel e Hotjar. Entrambi i controlli sono diagnostici. Il secondo è utile per sapere quali strumenti di tracciamento sono effettivamente presenti nel codice della pagina, un dato che serve anche quando si rivede l’informativa sui cookie.

Anche Schema.org diventa più severo: segnala i blocchi JSON-LD con sintassi non valida, che prima venivano scartati in silenzio, oltre alle date non in formato ISO 8601 e agli URL relativi. Il changelog parla di una penalità fissa, applicata una volta per pagina, per il JSON-LD non valido.

Le AI vedono la tua pagina?

Uno dei test nuovi richiede la pagina con gli user agent dichiarati di GPTBot, OAI-SearchBot, ClaudeBot e PerplexityBot e confronta la risposta con quella ricevuta da un browser. I nomi dei crawler di OpenAI sono documentati nella pagina ufficiale sui bot di OpenAI. Il test è diagnostico, e il changelog spiega anche perché: molti firewall verificano l’indirizzo IP del bot, quindi una risposta diversa non significa per forza che il vero crawler venga bloccato.

Perché conta: se un sito risponde ai crawler delle AI con una pagina diversa da quella che vede un browser, come una schermata di verifica del firewall, i contenuti rischiano di non essere letti dagli assistenti che li citano nelle risposte. Il test rende visibile questa differenza, lasciando a te la verifica finale.

Nella card GEO, inoltre, l’Accesso AI legge ora anche l’header HTTP X-Robots-Tag, non solo i meta robots: un nosnippet o un max-snippet inviati via header adesso contano.

Sitemap, canonical e hreflang verificati

La card Robots non si limita più a leggere robots.txt: cerca la sitemap XML dove è dichiarata oppure ai percorsi /sitemap.xml e /sitemap_index.xml, controlla che risponda e che il formato sia valido (lo standard è descritto su sitemaps.org), conta gli URL e dice se la pagina analizzata è presente. Per gli indici legge solo le prime tre sitemap figlie.

La card Canonical confronta il canonical nell’HTML con quello dell’header HTTP Link e con og:url, e segnala le contraddizioni. Anche qui è tutto diagnostico, perché, come spiega la documentazione di Google sui duplicati, quando i segnali non coincidono Google sceglie da solo quale versione indicizzare. Si aggiungono la validazione degli hreflang (codici, «GB» al posto di «UK», URL assoluti, autoriferimento, x-default), l’anteprima indicativa di titolo e descrizione su desktop e mobile e il controllo reale dell’immagine og:image.

Link rotti solo quando lo sono davvero

Un cambiamento che si nota subito riguarda i link. Ora un link è considerato rotto solo con risposta 404 o 410. Se il sito di destinazione risponde con un errore del server, un limite di richieste o un blocco (502, 429, 403) il link finisce tra i «Non verificati», non abbassa il punteggio e le risposte incerte vengono riprovate una volta. Lo stesso indirizzo ripetuto più volte nella pagina viene contato una volta sola.

In pratica, un indirizzo con risposta incerta non viene più conteggiato tra i link rotti, e un indirizzo 404 ripetuto più volte conta come un solo link rotto. I punteggi dei link interni sono mostrati con un decimale e, dopo il Deep Scan, coincidono con quelli calcolati dal server nella prima analisi. Nella card GEO, un max-snippet tra 1 e 49 caratteri pesa ora come ogni altro limite sotto 160, mentre prima veniva trattato in modo più favorevole di un limite di 100 caratteri.

Se quindi riapri l’analisi di un sito che avevi già controllato e vedi numeri diversi, non è un errore: è l’effetto delle nuove regole. Il changelog chiarisce che la modifica sul max-snippet non tocca il punteggio SEO e che tutti gli altri controlli nuovi non cambiano nessun punteggio.

Riepilogo esportabile e Chat AI più precisa

Accanto a «Cosa controllare ora» compaiono «Copia riepilogo» e i pulsanti per esportare in .md e .json. Secondo le note di rilascio il testo viene composto nel browser e non viene inviato a nessun server. Per chi lavora con un tecnico o un’agenzia è comodo: si incolla il riepilogo in una mail o in un ticket e si parte da una lista precisa.

La Chat AI riconosce ora il testo di una card incollato dall’utente e lo spiega con i dati dell’analisi, distingue i link non verificati da quelli rotti senza inventare cause e conosce i numeri dei nuovi blocchi (peso pagina, errori JavaScript, SSL, header, hreflang, crawler AI, LCP). L’assistente lavora quindi con prudenza: risponde solo con i dati che ha.

Il nostro consiglio

Rilancia l’analisi dei tuoi siti in Modalità Completa, perché l’usabilità mobile misurata funziona solo lì. Poi parti dalle voci che toccano il punteggio (scroll orizzontale, target piccoli, SSL, JSON-LD non valido, link 404 e 410) e lascia i controlli diagnostici a una seconda fase. Esporta il riepilogo in .md e conservalo: alla prossima analisi avrai un confronto pronto. Se nel report trovi errori JavaScript, problemi di certificato o tracciamenti che non riconosci, è il momento di farci dare un’occhiata da un tecnico.

In breve

  • SEO Radar Italia v6.2.0 è uscita il 19 ottobre 2026.
  • Nuovi controlli reali: mobile a 412 px, SSL, sitemap, canonical, hreflang, crawler AI, errori JavaScript, diagnosi LCP.
  • Il punteggio cambia solo con esiti certi; i link sono rotti solo con 404 o 410.
  • Nuovo riepilogo esportabile in .md e .json, composto nel browser.
  • La Chat AI spiega le card con i dati dell’analisi.

Fonti

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Barollo Simone
Barollo Simone Sviluppatore Software e Sistemi. Volontario e direttivo dell’Associazione Movimento 100% APS
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